Food for the Body and Soul - Norcia

One of several servings for dinner at Palazzo Seneca in the town of Norcia. One of several servings for dinner at Palazzo Seneca in the town of Norcia.

On a recent trip to Italy, we did a couple of family related visits. Our first stop, Norcia, is the home of my ancestors and the birthplace of Saint Benedict. Known for its spiritual legacy and culinary traditions, the town is often described as Italy’s capital of wild boar. Pork products, truffles, and lentils fill butcher shops lining the main square, many announced by the presence of a large stuffed boar.

Norcia continues to recover from the devastating 2016 earthquake. When we arrived, restoration was ongoing, and the Basilica of St. Benedict remained closed. Yet spiritual life persists. The Monks of Norcia have established a new monastery in the hills above town, continuing their life of prayer, chanting, and work.

Attending vespers there was among the most moving experiences of our trip. The Gregorian chants lingered long after the service ended; the recording we purchased remains our most tangible souvenir.

The monks are also deeply involved in Norcia’s renewal. Through fundraising efforts and international outreach, they support the rebuilding of their historic birthplace while offering a steady spiritual presence for a community still healing. Their work reflects a quiet resilience, faith not as monument, but as daily practice.

For those drawn to walking meditation, the Way of San Benedetto offers a historic trail linking Norcia to Cascia. We walked a portion of it, rewarded with expansive views of mountains and valleys that felt both grounding and restorative.

Our hotel, Palazzo Seneca, a beautifully restored 16th-century Renaissance building, mirrored Norcia’s balance of history and hospitality. Breakfast overlooking the misty Sibillini hills set a gentle tone for the day, while dinner there surprised us most: traditional dishes presented with creative restraint, served with gracious ease.

Durante un recente viaggio in Italia, abbiamo fatto un paio di visite legate alla nostra famiglia. La nostra prima tappa è stata Norcia, terra d’origine dei miei antenati e città natale di San Benedetto. 

Conosciuta per la sua eredità spirituale e le sue tradizioni culinarie, la città è spesso descritta come la capitale italiana del cinghiale. Salumi e altri prodotti di carne suina, tartufi e lenticchie riempiono le botteghe dei norcini che costeggiano la piazza principale, molte delle quali annunciate dalla presenza di un grande cinghiale imbalsamato.


Norcia continua il suo lungo percorso di ricostruzione dopo il devastante terremoto del 2016. Quando siamo arrivati, i lavori di restauro erano ancora in corso e la Basilica di San Benedetto era ancora chiusa. Eppure, la vita spirituale continua. I Monaci di Norcia hanno fondato un nuovo monastero sulle colline sopra la città, dove proseguono la loro vita di preghiera, canto e lavoro.

Partecipare ai vespri è stata una delle esperienze più emozionanti del nostro viaggio. I canti gregoriani sono rimasti nell’aria e dentro di noi molto tempo dopo la fine della celebrazione; la registrazione che abbiamo acquistato rimane il ricordo più tangibile della nostra visita.

I monaci sono anche profondamente impegnati nella rinascita di Norcia. Attraverso iniziative di raccolta fondi e attività di sensibilizzazione a livello internazionale, sostengono la ricostruzione della loro storica città natale, offrendo al tempo stesso una presenza spirituale costante a una comunità che sta ancora cercando di guarire. Il loro lavoro esprime una resilienza silenziosa: la fede non come monumento, ma come pratica quotidiana.

Per chi è attratto dalla meditazione camminata, il Cammino di San Benedetto offre uno storico percorso che collega Norcia a Cascia. Ne abbiamo percorso una parte, ricompensati da ampie vedute sulle montagne e sulle valli, che ci hanno trasmesso una sensazione di pace, radicamento e rinnovamento.

Il nostro hotel, Palazzo Seneca, un magnifico edificio rinascimentale del XVI secolo sapientemente restaurato, rifletteva lo stesso equilibrio tra storia e ospitalità che caratterizza Norcia. La colazione con vista sulle nebbiose colline dei Monti Sibillini dava alla giornata un inizio dolce e tranquillo, mentre la cena ci ha sorpreso più di tutto: piatti della tradizione presentati con creatività e misura, serviti con eleganza e naturale cordialità.

All photos courtesy of Sylvia Guarino