Different Empires and the Italian Language

It is quite obivious that the Italian language has been influenced by so many different groups that invaded Italy during its history as well as by different cultures. For this reason, there are so many different dialects that change from north to south, from city to city, from village to village. Even in the same region or town, people can speak different dialects. There are significant differences between the dialects spoken in northern Italy versus southern Italy. Before the Italian reunification, there were autonomous states such as Padua, Venice, Milan, etc. that created thier own dialects. 

In Italy, there are two unique groups of dialects: northern and south central and Tuscan. In the norther regions, such as Lombardy, Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, and Trentino Alto Adige, the dialect is known as “gallo italici.” In Veneto, the dialect is called “veneti” and in Trentino Alto Adige, “ladino dolomitico.” In Friuili Venezia Giulia, the dialect is called “ladino friuliano.” In the south central area of Italy and in Tuscany, the dialect influences are varied and diverse. For example, in Calabria and Apuglia, there is much Greek influence. In an area in Apuglia called Salentina, there is a dialect that is known as “Greek-Salantina.” The Sicilian dialect is influenced by the Albianian, Gallo-Italic and Greek languages. In Sardinia, there are two main dialects, one spoken mainly in the north and the other in the south. The dialect in the Sassari area in Sardinia is known as “catalano.” The Tuscan dialect is spoken in most of Tuscany.

In Italy, we also have a language that is spoken socially, in formal settings and in the workplace.  Both standard Italian and the dialects can be traced to the noble Latin language. There are also dialects that have been popular during different historical times. For example, in the 13th century, the Silician dialect was very popular in poetry. The Tuscan dialect also gained popularity because of the poets Dante, Petrarca and Boccaccio. These writers are considered the founders of the Italian language because, through their writings, they spread the Tuscan dialect. The Tuscan dialect became the language most spoken during the Reunification of Italy and, for this reason, is known as the offical language of Italy.

In the past, there was much conflict between the safeguarding of dialects versus the diffusion of the standard language (Tuscan dialect). Many thought that having different dialects versus one language worked against the Reunification of Italy. For this reason, schools prohibited any dialect spoken and television helped to spread standard Italian. However, small groups of people held fast to their dialects and slowly, the language continued to grow naturally. Today, dialects have become more accepted as an informal way of speaking. Specifically, the Napolean, Roman, Sicilian, and Sardinian dialects are recognized as languages that should be protected because they highlight the national and cultural Italian identities.

It is not easy to catergorize or rank dialects, but we can choose to talk about their popularity, especially because all dialects are important. They represent Italian history and Italy’s story. Therefore, we should protect them, value them and respect them because they were foundational in the official Italian language. Who knows what will happen in the future of the Italian langauge. We are always experiencing how

languages continue to evolve.

 

Le Dominazioni e la Lingua Italiana

Non è un caso che la nostra lingua sia stata influenzata da tutte le dominazioni e i cambiamenti culturali, che hanno attraversato la nostra penisola per lungo tempo, di cui abbiamo parlato nei seguenti articoli.  È per questo motivo che i dialetti italiani cambiano da nord a sud, da città a città e da paese a paese. A volte anche nella stessa regione a pochi chilometri di distanza il dialetto di un paese può variare da quello vicino, proprio perché vengono da storie diverse e da dominazioni differenti. C’è, infatti, una grande differenza tra i dialetti parlati nel nord Italia rispetto a quelli parlati nel sud Italia. Ricordiamo che l’unità del Paese è avvenuta tardi rispetto ad altri Paesi Europei e i territori autonomi come Padova, Venezia Milano etc., con le varie guerre e invasioni, hanno prodotto evoluzioni diverse nei loro dialetti.

In Italia si possono distingue due grandi gruppi di dialetti, quelli settentrionali e quelli centro meridionali e toscani. Nel primo gruppo si nota una forte influenza del dialetto gallo italici in Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna e Trentino. Il dialetto veneti nella zona del Veneto e il dialetto ladino dolomitico in Trentino Alto Adige e il dialetto ladino friulano in Friuli. Nel gruppo centro meridionale e toscano, i dialetti meridionali hanno diverse influenze, per esempio, abbiamo il greco che influenza i dialetti della Calabria e della Puglia, in quest’ultima regione c’è da dire che la zona Salentina è rappresentata dalla lingua dialettale greca-salentina. Nel dialetto siciliano si trovano influenze linguistiche: albanese, gallo italica e greco. Nel dialetto sardo, ci sono due gruppi di dialetti: il sardo settentrionale e il sardo meridionale, mentre la zona di Sassari è influenzata dal catalano. Il dialetto toscano si trova in tutta la Toscana.

In Italia quindi abbiamo una lingua italiana parlata nei contesti sociali più formali e lavorativi, vicino ad essa troviamo il dialetto del paese o della città. Entrambi sia l’Italiano che i dialetti derivano dal nobile latino.

Ci sono dialetti che hanno avuto una maggiore popolarità in Italia, in un certo periodo storico, rispetto agli altri. Il siciliano, per esempio, nel Duecento ha avuto una larga popolarità sul fronte poetico.

La popolarità del toscano si deve invece agli scrittori come Dante, Petrarca e Boccaccio, i quali, sono considerati i fondatori della lingua italiana. Hanno iniziato a diffondere il toscano come lingua ben scritta, influenzando gli scrittori del nord e del sud Italia, i quali, hanno cominciato a scrivere in toscano. Il toscano si diffuse come la lingua più parlata nel periodo storico che coincise con l’Unita d’Italia e divenne la lingua ufficiale del Paese.

In passato, abbiamo avuto una lotta contro i dialetti per imporre la lingua pura italiana standard. Si pensava infatti, che l’uso dei dialetti potesse essere di contrasto all’unificazione del Paese. Per questo motivo, nelle scuole il dialetto veniva vietato e lo si sentiva parlare solo per le strade.  Insieme con le scuole, la diffusione della televisione ha contribuito a diffondere sempre di più l’italiano puro standard, pulito dalle varie contaminazioni dialettali che ha unito sempre di più il Paese con la lingua. Diciamo quindi, che l’italiano non è stato imposto, ma si è diffuso nel Paese in modo naturale. Oggi, si inizia a dare sempre di più importanza a queste forme della lingua informale parlata. Infatti, i dialetti come: Il napoletano, il romano, il siciliano e il sardo sono stati riconosciuti come lingue a se’ stante e da proteggere come patrimonio culturale nazionale.

Non si può quindi scegliere e fare una classifica sui dialetti italiani, possiamo parlare di popolarità ma non di importanza. I dialetti italiani sono tutti importanti e in questa epoca in cui tutto corre velocemente, è nostro dovere proteggerli e tenerne cura, perché racchiudono in essi il valore della nostra storia e di quello che eravamo.

E’ importante ricordare che, oggi in Italia, oltre all’italiano si parlano otto lingue: Provenzale, franco-provenzale, tedesco, sloveno, catalano, serbo- croato, greco e albanese. Chissà cosa accadrà ancora alla lingua Italiana! Infondo, l’evoluzione di una lingua si vive tutti i giorni.