|
Matteo Winkler
Scroll down for Italian translation
No daily is published in Italy without a photo depicting Naples sinking under mountains of trash. No day passes without some episodes occurring in connection with the issue defined as the “waste-emergency” par excellence. Remarkably, five thousand tons of waste lay on sidewalks since two years ago. Most of this mass of waste is set daily on fire by people, who hope to drop the heap in order to get the streets free for passage or to simply free some space for new waste. Incinerators are not sufficient to deal with such a massive problem. Local citizens and municipalities do not agree on the building of new incinerators, as they already bear enough pollution and dioxin.
The waste emergency in Campania began in 1994, when the Government appointed an extraordinary commissioner, and it has therefore continued for 14 years. None of the succeeding governments, at the local and national level, have been able to solve the problem.
What is thus happening in the land of Totò, Massimo Troisi and Lord Acton? Initially, the requisition of certain private dumps and the construction of seven new waste plants seemed to be enough. Yet in 2000, when the regional plan was being enforced, the situation was already untenable: in fact, around the unhealthy dump areas where the population lives many are the health and environmental risks present. In this regard, in April 2007 the National Research Center exposed the dangers associated with the current waste discharge regime: a growth from 9 to 12 percent of mortality rates and 84% of birth malformations. This is a health emergency that alarmed the local population, which -- rightly -- protested against the creation of new waste sites and against the implementation of existing plants to not be subject to worse consequences.
The remedies found by the government have resulted, till now, in nothing more than a palliative treatment. Hence, the transport of waste to other regions, as ordered by the Government in Fall 2007, raised riots in the local concerned communities, carrying out episodes of unprecedented violence in Cagliari (Sardinia) and rallies in Palermo (Sicily). As a result, the mass of waste lying on streets did not drop.
As the renegade camorrista Nunzio Petrella said once, “Trash is gold.” In an article published on January 11, 2008 in the Mexican newspaper La Jornada the litter discharge in Campania secures the Camorra almost one billion Euro per year. Since the waste discharge in Campania would cost 400,000 Euro per day, taking that money away from the Camorra would mean cleaning up the entire region for more than six years. No doubts that, as a consequence, Italy is likely to pay a very high price not only for the negligence of its administrators, both at the local and national level, but also for not being audacious enough to admit that the waste emergency, before being an environmental and logistic problem, is fundamentally an important political issue.
Matteo can be reached at matteo.winkler@gmail.com.
_____________________________
NAPOLI: MUNNEZZA (D'ORO)
Non vi è edizione di un quotidiano in Italia nella quale non appaia una foto di Napoli sommersa da cumuli di rifiuti. Non trascorre giorno in cui in quella città non si verifichino fatti di cronaca connessi a quella che è stata definita “l’emergenza-rifiuti” per eccellenza. Ben cinquecentomila tonnellate di immondizia giacciono ai bordi delle strade da quasi due anni. Gran parte di questa massa di rifiuti viene quotidianamente incendiata dalla gente, nella speranza di diminuirne la massa per liberare le strade o semplicemente per lasciare spazio ad altra spazzatura. Gli inceneritori esistenti non sono sufficienti per far fronte ad un problema di simili proporzioni e tuttavia la costruzione di nuovi impianti non trova il consenso né della popolazione locale, già massacrata da inquinamento e diossina, né dei comuni interessati.
L’emergenza rifiuti in Campania è iniziata nel 1994 con la nomina di un commissario straordinario e perdura quindi da ben 14 anni, senza che le diverse amministrazioni avvicendatesi nel governo della regione e nazionale siano riuscite a porvi rimedio.
Cosa sta dunque succedendo nella terra di Totò, di Massimo Troisi e di Lord Acton? Inizialmente, la requisizione di alcune discariche private e la costruzione di sette nuovi impianti di smaltimento sembrarono porre un freno al fenomeno. Ma già nel 2000, in fase di attuazione del piano regionale, la situazione era divenuta insostenibile: attorno alle discariche, infatti, si sono create aree malsane, nelle quali la popolazione vive in condizioni igieniche e ambientali assolutamente rischiose. A questo proposito, nell’aprile del 2007 il CNR ha reso noto i pericoli derivanti dall’attuale regime di smaltimento dei rifiuti: un incremento dal 9 al 12% del tasso di mortalità e dell’84% delle malformazioni. Un’emergenza sanitaria che ha allarmato la popolazione locale, la quale – giustamente, è appena il caso di dirlo – protesta contro la creazione di nuovi siti di smaltimento e l’implementazione di quelli attualmente esistenti onde non subite conseguenze ancora più nefaste per la propria salute.
I rimedi escogitati dall’amministrazione si sono rivelati sinora solo palliativi. Così, il trasporto dei rifiuti in altre regioni, disposto dal Governo nell’autunno 2007, ha sollevato le proteste delle comunità locali, sfociate anche in episodi di inaudita violenza a Cagliari e di protesta a Palermo. E il volume dei rifiuti presenti in strada è tutt’altro che diminuito.
Come disse il pentito camorrista Nunzio Petrella, “La munnezza è oro”. Lo scrive anche il quotidiano messicano La Jornada, in un articolo apparso l’11 gennaio 2008. Vi si legge che la camorra guadagnerebbe, con lo smaltimento dei rifiuti campani, circa un miliardo di euro all’anno. Atteso che lo smaltimento dell’immondizia campana costerebbe 400.000 euro al giorno, sottraendo quel denaro alla camorra si potrebbe ripulire l’intera regione per oltre sei anni. Non v’è dubbio, allora, che l’Italia dovrà pagare un prezzo altissimo non solo per l’incuria dei propri amministratori, locali e nazionali, ma anche per non avere il coraggio di ammettere che l’emergenza rifiuti è, prima che un problema ambientale o logistico, una questione politica di importanza fondamentale.
Matto può essere contattato a: matteo.winkler@gmail.com.
|
|