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Janice Therese Mancuso, author of Con Amore
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From organic farming, to demand for organic food, to laws requiring organic food in school lunches, Italy has seen a steady increase in the desire for biological food.
There’s no denying the holistic connection between Italians (and Italian Americans) and food. In Italy, though, the ties to the land extend back through multiple generations, and the pride in the food grown and raised on the land is a tribute to Italian culture. With hundreds of products labeled DOP, Denominazione di Origine Protetta, products that are protected because the entire production process must take place within a certain geographical area; and as the home of the Slow Food movement, an organization that embodies the taste and tradition of food, it’s easy to understand why Italian food producers and consumers are embracing organic food.
Italy is well known for the quality of its food. Its mountainous terrain and unique geographic location – jutting into the Mediterranean Sea -- provide a mixture of mountain air and sea breezes found nowhere else on earth. Numerous 2006 reports cite that Italy is one of the top producers of organic products in the world, and has the most land devoted to organic farming of any other country in Europe. Italy has a thriving trade business, too, with over one-third of its organic products exported to other countries. Top exported products are fresh fruits and vegetables, extra virgin olive oil, wine, cheeses, sauces, condiments, fresh and cured meats, pasta, ice-cream, dried fruits, and grains.
Italy is also a strong proponent of sustainable farming and has worked within the European Union and on its own to develop policies to assist the biological food industry. Currently, 16 agencies and over 150 organizations inspect, supervise, gather data, supply statistics, and promote organic food. With all the support, it’s no surprise to learn that Italians have been establishing organic farming methods since the 1960s. Of course, many who make a living off the land have been using biological methods well before then; but community interest and greater support has caused substantial growth of farmland and product sales in the industry.
One program, decreed by national law in 2000, stipulates that children must receive some organic food in school lunches. While it has taken a while for implementation, many organizations and food consortiums are working together to bring all schools under compliance; and many regions have passed similar laws extending the organic food requirement to universities and hospitals.
A 2006 study by Coldiretti, an agricultural organization supporting biological methods, shows the importance of Italy’s organic food industry in Gastronomic Tourism, a term used to categorize those who come to Italy for the food. According to its research, 68 percent of tourists are interested in purchasing Italian organic foods and will pay more for them.
Even Italian pet proponents advocate feeding the family cat and dog biological food. Fido non si fida, a handbook published in 2002 -- several years before the tainted pet food scare led to a higher interest in organic pet food in the United States -- exposes the dangers of chemical-laden pet foods and suggests preparing food at home or buying organic.
As for Italian consumers, what organic foods are they eating? According to a 2007 study by ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), a government agency on agricultural development, top selling products are dairy, baby food, fruits, vegetables, jams, bread, fresh and cured meats, rice, pasta, and snacks. That’s around 31 billion Euros spent in Italy on organic food, and -- using a very basic conversion rate of 1 Euro = 1. U.S. dollar – it’s almost twice the amount spent in the United States in 2006 ($17 billion). This increased by 20 percent in the USA for 2007, but Italy’s organic market is still almost twice that of the United States. Considering that Italy has about one-fifth the population of the United States, that’s quite impressive.
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L'ITALIA "BIOLOGICA"
Janice Therese Mancuso
Dall’agricoltura biologica, alla richiesta per cibi biologici, alle leggi che obbligano ingredienti biologici nei pranzi delle scuole, l’Italia si apre sempre di più all’uso del biologico.
Non si può negare il collegamento olistico tra Italiani (e Italo Americani) e cibo. In Italia, però, il legame verso la terra si rifà a generazioni passate e all’orgoglio verso ingredienti coltivati in terra propria. Centinaia di prodotti sono protetti e DOP (Denominazione di Origine Protetta) per il processo di produzione utilizzato ed effettuato in selezionate zone geografiche. Considerata inoltre la patria dello Slow Food Movement, un’organizzazione che esalta il gusto e la tradizione del cibo, è facile capire perchè i produttori e i consumatori di cibi italiani accolgono sempre piu benevolmente ingredienti biologici.
L’Italia è rinomata per la qualità del cibo. Il suo territorio montuoso e la sua posizione geografica strategica che dà sul Mediterraneo – mischia aria di montagna e brezza marina impossibili da trovare in qualsiasi altra parte del mondo. Numerose statistiche del 2006 riportano che l’Italia è uno dei primi produttori al mondo di prodotti biologici – percentual più alta anche tra i paesi europei – assieme alla percentuale più elevata per i terreni dedicati all’agricoltura biologica. Una florida economia di scambi è anche presente con oltre un terzo di prodotti biologici esportati in altri paesi. Tra questi i prodotti più richiesti sono: frutta e verdura fresca, olio extra vergine d’oliva, vino, formaggi, sughi, condimenti, carni fresche o invecchiate, pasta, gelato, frutta essiccata e cereali.
L’Italia ha inoltre una larga presenza di agricoltura sostenibile e ha collaborato con l’Unione Europea per lo sviluppo di leggi che agevolino il mercato biologico. Al momento, 16 agenzie su 150 organizzazioni esaminano, soprintendono, raccolgono dati, forniscono statistiche e promuovono cibi biologici. Con questo appoggio, non è sorprendente che gli Italiani abbiano stabilito metodi di coltivazione sostenibile dagli anni 60. L’interesse della collettività ed il recente appoggio europeo hanno provocato una sostanziale crescita di terra agricola e di vendite di prodotti nel mercato.
Un programma, decretato come legge nazionale nel 2000, stipula che i bambini debbano ricevere cibi biologici durante i pasti scolastici. Numerose organizzazioni e consorzi agrari stanno lavorando insieme per assicurare che ogni scuola sia a norma di legge. Molte regioni hanno inoltre istituito simili leggi che estendono lo stesso principio ad università ed ospedali.
Uno studio del 2006 di Coldiretti, un’organizzazione agricola che sostiene l’uso di metodi biologici, dimostra l’importanza del mercato equosolidale attraverso il Turismo Grastronomico, termine usato per categorizzare coloro che viaggiano in Italia per la sua cucina. Secondo il sondaggio, il 68% di turisti sono interessati a comprare prodotti biologici italiani e disposti a pagare prezzi più alti.
È interessante inoltre notare che i sostenitori di animali domestici propongono l’uso di ingredienti biologici per il proprio cane e/o gatto. “Fido non si fida”, una guida pubblicata nel 2002 (alcuni anni prima dello spavento per cibi per animali che aumentò l’interesse verso cibi biologici per animali negli USA) espone i pericoli del cibo carico di composti chimici per animali domestici e suggerisce la preparazione di cibo fatto in casa o biologico.
Infine: quali prodotti biologici vengono maggiormente utilizzati dai consumatori italiani? Nel 2007 l’ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), un ente governativo per lo sviluppo agricolo, ha riportato i seguenti come i prodotti più venduti: latticini, cibi per bimbi, frutta, verdura, confetture, pane, carni fresche e curate, riso, pasta e snacks. 31 miliardi di Euro spesi in Italia per prodotti biologici che, utilizzando una rata di conversione di 1 Euro = 1 Dollaro, rappresentano quasi il doppio dell’importo speso negli USA nel 2006 (17 miliardi di dollari). Con un aumento del 20% nel 2007 per gli USA, e considerando che l’Italia ha un quinto della popolazione americana, questa percentuale rimane impressionante.
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